L’Università è un bene comune

L’Università è istituzione millenaria: rappresenta un bene comune per la conoscenza, la società, l’essere umano e il mondo. L’Accademia, inoltre, è garante e fautrice della libertà di insegnamento, ricerca, formazione e autonomia. Adriano Olivetti, “capitano” d’industria modello per molte discipline ed esempio di genialità, testimoniava: “la fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia”. Questo è ancora più vero per l’Università: organizzazione complessa, senza scopo di lucro, la cui ricerca, di base e applicata, deve essere libera da condizionamenti. L’essere umano al centro dell’Accademia è il nostro imperativo categorico: da Vitruvio a Leonardo, questa centralità rappresenta armonia e dialogo fecondo tra discipline, persone e Territorio. Insieme, possiamo affrontare le grandi sfide del XXI secolo: democrazia, cultura, ambiente, tecnologia, economia e umanità. “Non c’è niente di donchisciottesco né di romantico nel voler cambiare il mondo. È possibile. È il mestiere al quale l’umanità si è dedicata da sempre. Non concepisco una vita migliore di quella vissuta con entusiasmo, dedicata alle utopie, al rifiuto ostinato dell’inevitabilità del caos e dello sconforto”. Parole di Gioconda Belli, del cui entusiasmo voglio contagiare studentesse, studenti, la comunità universitaria e così, almeno idealmente, il mondo.

Così vivo da sempre l’Università, di Udine e del Friuli, così la voglio condividere ed un giorno lasciare: aperta al confronto e alla cooperazione con tutte le università e i centri di ricerca nel mondo. Ritengo necessario riportare al centro delle nostre priorità l’impegno, la rappresentanza e il consiglio dei/delle giovani, in modo da valorizzare e attuare le loro idee di progettualità per un’Università migliore nella quale si possano sentire inclusi/e nel processo della conoscenza. Così potremo contribuire ad aprire la Terra che ci ha generato, il Friuli, e questa Regione, al mondo, ottemperando alla missione originaria ed istitutiva, radicata e cresciuta, nello statuto dell’Ateneo.

Azioni fondanti del programma di ANTONELLA RIEM (PDF)

Qui di seguito trovate alcuni punti critici che, a mio avviso, minano la dignità di tutte le componenti universitarie e del diritto allo studio:

Storia recente

Fra il 2010-2016, una serie di tagli lineari hanno bloccato gli scatti e le classi stipendiali della docenza, bloccato il contratto di tutto il personale universitario e sminuito la centralità del diritto allo studio, arrivando a circa 650 milioni di euro annui in meno rispetto all’investimento sull’alta formazione, vista come un costo improduttivo e non come un valore fondamentale per il progresso culturale, scientifico, sociale e umano dell’Italia.  Ora, in continuità con un approccio miope rispetto al rilancio dell’economia italiana, la recente Legge di bilancio 2019 trova nuovamente nel ‘comparto’ dell’Università il ‘salvadanaio’ per compensare il deficit italiano.

Un trend negativo da invertire

L’Italia impiega 11.510 dollari a studente, rispetto a una media OCSE di 16.143 dollari (Francia – 16.422 dollari – e Germania – 17.180 dollari). Non stupiamoci del calo di iscritti e immatricolati dal 2008 in poi, in uno scenario di assenza di investimenti sul diritto allo studio e sull’università nel suo complesso. L’Italia deve investire in provvedimenti strutturali, mirati a ricostruire il sistema universitario, con risorse finalizzate al reclutamento, all’abbattimento delle barriere all’accesso, come il numero chiuso e le tasse universitarie (le terze più alte in Europa) e il basso numero di studenti con borse di studio.

Secondo la mappa dell’European University Association che fotografa i finanziamenti pubblici alle università fra il 2008 e il 2016, l’Italia, è scesa al -17%. Questo calo di finanziamenti è un segnale allarmante del mancato investimento sull’economia della conoscenza, non provocato dalla crisi, ma sua concausa. Nello stesso periodo la Norvegia è andata al + 25%, la Germania al + 36%, il Portogallo al +6%.

Ritengo fondamentale lavorare insieme, in modo coordinato con il nostro territorio, affinché si trovino risorse significative a livello nazionale per il diritto allo studio, perché la tanto sbandierata centralità dello studente della legge 240 ha in realtà portato gravi disagi, in particolare a chi ha meno possibilità economiche. I finanziamenti complessivi al diritto allo studio ammontano a 482 milioni di €, di cui solo il 31% proviene dalle casse dello Stato, mentre il resto è coperto dalle Regioni. Si determina così un sistema sottofinanziato e scaricato per buona parte sulle spalle di studenti e studentesse e delle loro famiglie, anziché sulla fiscalità generale. Ciò determina un bisogno di invertire la rotta, a partire dalla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni del diritto allo studio che estendano in positivo gli standard qualitativi e quantitativi del sistema. Significa innalzare la soglia massima di ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), per accedere alle borse, aumentare gli investimenti in mense e residenze universitarie, prevedere il sostegno della spesa in trasporti e testi d’esame, definire il livello di finanziamenti dello Stato e delle Regioni sul diritto allo studio.

Questi numeri e dati ci mostrano un Paese che spende meno degli altri maggiori partner europei nell’istruzione. Si tratta di una scelta miope, perché nell’immediato offre meno opportunità ai/alle giovani, e nel medio e lungo termine è presupposto di una de-crescita (non felice) del nostro Paese.

L’Università di Udine come risorsa e non come costo

Rispetto a questi problemi strutturali, la nostra Università di Udine mantiene il suo patto originario, e, pur faticosamente a causa dei tagli lineari ai finanziamenti, funziona. Ritengo che la nostra comunità non possa essere ulteriormente messa nelle condizioni di dover supplire con la propria generosità di impegno e di lavoro a queste carenze strutturali. Penso sia indispensabile tutelare e rafforzare questo patrimonio della nostra collettività, sensibilizzando l’opinione pubblica, per rimettere al centro dell’agenda politica l’alta formazione e l’istruzione, riaffermando la dignità, la serietà e l’importanza del nostro lavoro per il progresso della conoscenza come bene condiviso e comune. Intendo lavorare per invertire la tendenza, cooperando in modo proficuo e in sinergia con il nostro territorio, cercando collaborazioni con enti e aziende, e, a livello nazionale, attuando azioni condivise che possano portare ad un cambiamento di rotta. Bisogna sensibilizzare il mondo politico, aprire in modo fermo un dibattito e intervenire decisamente sulla deriva del sistema universitario in Italia. L’Università di Udine, nella sua specificità e unicità, come comunità di destino, può essere co-protagonista di una riflessione nazionale, attraverso un dialogo deciso da proporre all’interno della CRUI, con delle azioni costanti e congiunte nelle relazioni con il MIUR, il MEF, il CUN e l’ANVUR per rimettere al centro e in sesto il nostro sistema. Intendo lavorare per contribuire insieme alla comunità scientifica e accademica nazionale a ripensare all’Abilitazione Scientifica Nazionale, come auspicato in più sedi e contesti a livello nazionale. Una focalizzazione quasi esclusiva sulla ricerca non permette di valutare l’impegno profuso nella didattica e nel servizio all’istituzione.

Dobbiamo poter investire in modo significativo nella ricerca, anche di base, perché è uno dei perni del nostro lavoro: solo su una solida ‘base’ si costruisce qualcosa di durevole, innovativo, ‘eccellente’. È importante consolidare il sostegno offerto a docenti e ricercatori per portare avanti la loro ricerca, anche individuale, per predisporre progetti di ricerca regionali, interregionali, nazionali e internazionali, in modo da poter premiare chi si impegna in modo sistematico in questi ambiti, anche implementando le relazioni e le collaborazioni con le aziende del territorio.

Vi è poi l’importante tema del finanziamento alle imprese della nostra Regione per innovazione e ricerca. Si potrebbe immaginare di collegare la concessione di questi finanziamenti richiedendo alle imprese di investirne una quota presso l’Università, come avviene in vari Paesi europei.

Cardine del miglioramento sono le diverse forme di finanziamento dell’Università.

La Regione Friuli Venezia Giulia potrebbe fornirci un più consistente sostegno finanziario per RTD lettera a), borse di dottorato, assegni di ricerca, progetti e iniziative, concordate con gli altri Atenei regionali con i quali è necessario mantenere una sinergia e una buona collaborazione. Considerando che la Regione ricolloca sullo sviluppo edilizio dell’Ateneo il contributo dell’IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive) che l’Ateneo stesso ha versato, sarebbe opportuno concordare una possibile riduzione dell’aliquota IRAP (8,50), abbassandola ad esempio allo stesso livello di quella corrisposta dalle banche regionali (4,65).

Le azioni fondanti del programma che intendo realizzare concretamente, insieme a tutte le componenti universitarie, del Territorio regionale e nazionale, sono, suddivise nell’indice sottostante ed organizzate per aree:

Ricerca

 

Situazione attuale Azioni Fondanti
Impoverimento dei finanziamenti alla ricerca (specialmente a livello nazionale) Finanziare la ricerca di base
Promuovere accordi tra enti finanziatori a livello nazionale e regionale
Potenziare e strutturare la partecipazione ai tavoli regionali/ministeriali/europei per essere parte dei percorsi decisionali di finanziamento e attivare reti di collaborazione (es.: Cluster Tecnologici Nazionali, Piattaforme Tecnologiche Europee)
Eccessiva burocrazia interna per la ricerca Snellire la burocrazia legata ai progetti di ricerca e al reclutamento di collaboratori
Mancanza di personale TA Potenziare l’organico del personale TA per fornire un supporto adeguato alle attività di ricerca, con particolare riferimento alla predisposizione di progetti in risposta a bandi nazionali e internazionali
Limitata comunicazione dei risultati della ricerca a livello nazionale e internazionale Potenziare la comunicazione e realizzare un sito web interamente bilingue (italiano/inglese)
Promuovere l’internazionalizzazione dell’attività di ricerca e di trasferimento tecnologico
Attività di gruppi di ricerca di Ateneo non adeguatamente sostenute Valorizzare e sostenere le attività dei gruppi di ricerca, attraverso l’aggiornamento adeguato delle strumentazioni hardware e software e del patrimonio librario
Corsi di Dottorato al minimo delle borse Mantenere gli attuali corsi di dottorato, garantendo le borse necessarie e incentivando i corsi più virtuosi

 

Didattica e Offerta formativa
Situazione attuale Azioni Fondanti
Legge “Gelmini” (30 dicembre 2010, n. 240) rischio di andare verso una teaching university Mantenere altra la vocazione ad essere “Università degli studi” che fa didattica in stretta relazione con la ricerca
Lauree con bassa numerosità

 

Mantenere un approccio “generalista” e potenziare i corsi esistenti, garantendo i corsi fondanti che ci consentono di mantenere la dignità dell’Ateneo di Udine
Aumentare le premialità per studenti/esse che raggiungono buoni risultati
Migliorare la comunicazione dell’offerta formativa a livello nazionale e internazionale
Richiesta da parte del territorio di nuove figure professionali

 

Attivare in parallelo, lauree triennali professionalizzanti costruite ad hoc, dato che richiedono requisiti minimi contenuti
Attivare collaborazioni didattiche anche con esperti/e provenienti dalle eccellenze del territorio, per accrescere il legame con la nostra Regione
Perdita di centralità della didattica anche a causa della focalizzazione dell’Abilitazione Scientifica Nazionale sulla ricerca Valorizzare la didattica dei nostri ricercatori e ricercatrici
Riconoscere, anche ai fini degli avanzamenti di carriera, le attività didattiche svolte da docenti e ricercatori/trici nelle discipline di base
Retribuire adeguatamente l’impegno didattico
E-learning e didattica blended: necessità di adeguare l’offerta didattica alle esigenze di un mondo in rapido cambiamento

 

Migliorare i servizi didattici attraverso lo studio e l’utilizzo di nuove pratiche che prevedano una maggiore partecipazione di studenti/esse e una autovalutazione in itinere attraverso strumenti di e-learning
Prevedere risorse strutturali, personale qualificato e incentivi ai Dipartimenti/Corsi di Studio per consentire un migliore utilizzo di tali tecnologie
Richiesta di formazione continua da parte del territorio Istituire corsi post-laurea per completare, in funzione delle specificità richieste dal territorio, la preparazione dei laureati/e magistrali
Complessità della gestione dei Master Rivedere gli aspetti organizzativi dei master, prevedere supporti interni strutturati, forme incentivanti per il personale interno che se ne occupa
Internazionalizzazione e plurilinguismo
Situazione attuale Azioni fondanti
Dimensione internazionale dell’Ateneo legata principalmente ad accordi di collaborazione/convenzioni o all’iniziativa personale di singoli docenti/gruppi di ricerca

 

Rafforzare la mobilità di studenti/esse, docenti e personale verso Paesi europei ed extraeuropei
Rafforzare le convenzioni internazionali già esistenti con Paesi non UE (Canada, Australia, Sud America, Cina, Russia) e stipularne di nuove
Individuare nei Paesi di maggiore interesse dei punti di contatto (uffici ICE e ambasciate) per un supporto nella definizione di accordi di partnership scientifica con imprese e istituzioni locali
Capitalizzare le relazioni e la presenza dei corregionali all’estero per consolidare collaborazioni (e.g. favorire stage, tirocini, tesi di laurea e di dottorato, progetti di ricerca, programmi di innovazione, etc.)
Favorire la presenza di visiting professor
Progettare percorsi formativi di carattere internazionale in lingua inglese congiuntamente con altri atenei europei (in particolare Austria e Paesi balcanici), pensando congiuntamente alla ricerca e alla didattica, e al conseguimento di doppi titoli (lauree magistrali, master e dottorati di ricerca)
Rafforzare lo studio, la valorizzazione e la promozione del patrimonio linguistico e culturale regionale, favorire l’apprendimento dell’italiano come lingua straniera
Potenziare i corsi di formazione sulla lingua inglese rivolti a docenti, ricercatori/trici, personale TA, tecnici di laboratorio, bibliotecari/e, dottorandi/e
Reclutamento, avanzamenti di carriera, borse di dottorato
Situazione attuale Azioni fondanti
Mancanza di un ricambio generazionale dinamico e di un adeguato turn over Puntare su avanzamenti, assunzioni e coinvolgimento dei giovani nella ricerca
Ristabilire una formativa continuità di ricerca e di competenza didattica fra maestri/e e allievi/e
Età media di docenti più elevata rispetto agli altri Paesi europei Tutelare gli RTI abilitati e individuare a livello nazionale soluzioni adeguate per il loro avanzamento di carriera
Fondo di Finanziamento Ordinario in gran parte ancorato al numero di studenti/esse del 1993 (Legge n. 573 del 24 dicembre) - strutturale sotto-finanziamento di UNIUD Ripensare ad un patto fra UNIUD e aziende/enti/territorio per condividere dei progetti di cofinanziamento per RTD-A, con specifici obiettivi di ricerca, didattica, trasferimento tecnologico, anche in sinergia con la Regione
Rendere UNIUD co-protagonista di una riflessione nazionale sui finanziamenti alle Università
Personale e Organizzazione dell'Ateneo
Situazione attuale Azioni fondanti
Progressiva riduzione del personale Garantire il ricambio generazionale attraverso stabilizzazioni, assunzioni e mobilità del personale nel suo insieme
Reclutare nuovi tecnici amministrativi/tecnici di laboratorio in cofinanziamento Dipartimento/Ateneo
Distribuzione del personale Analizzare i rapporti fra AMCE e Dipartimenti in termini di personale, valorizzare specifiche funzioni e attività
Scarsa motivazione dovuta alla difficoltà di ottenere premialità e avanzamenti di carriera Creare specifici sostegni e premialità e rivedere i criteri delle PEO almeno per la parte a discrezione dell’amministrazione e della commissione
Istituire servizi di welfare
Attività di formazione Riconoscimento e formalizzazione delle attività tecniche di supporto alla ricerca e alla didattica sia per incarichi formali (già considerati) che informali (attualmente non considerati)
Organizzazione nella gestione Migliorare il coordinamento e la comunicazione fra Amministrazione Centrale, Dipartimenti e strutture di Ateneo
Semplificare in modo sostanziale la burocrazia non normata a livello nazionale e rivedere i regolamenti e le procedure attuative
Affiancare al nostro personale altre figure specifiche (es: esperti nella redazione di progetti, tecnici di laboratorio, tecnici informatici)
Centralità dei Dipartimenti, attraverso una maggiore autonomia responsabile nelle diverse funzioni di loro competenza
Aumentare le occasioni di collaborazione tra docenti e altre componenti dell’Ateneo per favorire un dialogo aperto e fiducia reciproca
Individuare miglioramenti gestionali e strutturali in collaborazione con una rappresentanza del personale bibliotecario, tecnico-amministrativo, CELL e con le organizzazioni sindacali
Terza missione e diffusione della cultura scientifica e umanistica
Situazione attuale Azioni fondanti
La terza missione è ancora in fase di definizione e implementazione Sperimentare e sviluppare nuove modalità di interazione tra il tessuto sociale e il mondo universitario
Rafforzare la significativa esperienza degli incontri pubblici sulla contemporaneità “Aperture”
Potenziare il trasferimento tecnologico
Valorizzare forme di integrazione tra i contributi di trasferimento della conoscenza fra Dipartimenti tecnico-scientifici e Dipartimenti umanistici
Spazi per la didattica e la ricerca
  1. Spazi per la didattica e la ricerca

 

Situazione attuale Azioni fondanti
Progressiva dismissione degli edifici in affitto Acquisire nuove aule, anche in affitto
Carenza di aule grandi Completare il processo di ammodernamento avviato e la specializzazione delle diverse sedi didattiche per ridurre lo spostamento di studenti/esse
Organizzazione più flessibile delle aule Aule con possibilità di avere banchi mobili per gruppi e attività seminariali e prese di corrente per PC portatili
Carenza di sale di studio e aree ristoro, insufficienza dell’attuale servizio mensa Creare sale studio più confortevoli, aggiungere ulteriori spazi per il ristoro, adoperarsi con ARDISS per migliorare il servizio mensa
Barriere architettoniche Completare l’abbattimento di ogni barriera architettonica
Poche aule attrezzate alla teledidattica Potenziare ulteriormente le soluzioni telematiche nei vari edifici dell’Ateneo
Obsolescenza di alcuni laboratori Ristrutturare i laboratori didattici obsoleti, aggiornare le infrastrutture hardware e software e allestire nuovi laboratori
Riorganizzazione spazi ancora incompleta Completare la riorganizzazione dei vecchi spazi, aule, biblioteche, completare le nuove costruzioni in corso, progettare nuove ristrutturazioni/costruzioni
Sedi decentrate (Pordenone, Gorizia e Gemona) e Relazioni con Altri Atenei

 

Situazione attuale Azioni fondanti
Relazioni a volte difficili tra le sedi decentrate e l’Ateneo sia per attività didattiche sia per i servizi tecnici Valorizzare la presenza di UNIUD come università ‘diffusa’ sul territorio nelle sedi decentrate
Lavorare in sinergia con i Consorzi e con i Comuni in un’ottica di crescita comune in partnership
Ripristinare i rimborsi spese per docenti che svolgono didattica fuori sede e in più sedi
Nel tempo, non sempre direttive chiare e lineari nel rapporto inter universitario Coordinare l’offerta didattica e le altre attività, inclusa la gestione degli spazi, in maniera di costruire una filiera della formazione e valorizzare le sedi staccate con campus che qualifichino le località ospitanti come città universitarie
Discontinuità delle iniziative Promuovere la continuità attraverso la stabilizzazione dei tavoli di coordinamento e il consolidamento delle relazioni e delle attività
Polo biomedico
Situazione attuale Azioni fondanti
Necessità di una stretta sinergia con il governo regionale Mantenere un forte raccordo con il governo regionale per continuare a garantire la formazione di professionisti e l’assistenza di eccellenza ai cittadini
Valorizzare e potenziare il capitale di ricerca esistente nel settore biomedico; sviluppo di spin off e l’attrazione di giovani ricercatori sulle diverse linee di lavoro; il sostegno a un laboratorio di ricerca in fase di progettazione e disponibile a breve termine
Rapporto sinergico tra strutture ospedaliere e dipartimenti medico-sanitari - le competenze gestionali devono emergere dalla stessa area medico-sanitaria universitaria
Dare pieno sostegno alla figura del docente universitario in ambito medico (didattica, ricerca e cura) e rafforzare le scuole di specializzazione (ultimo e fondamentale livello formativo di medicina) e il Corso di laurea in Medicina e Chirurgia
Rinnovo del protocollo d’intesa Presidiare in modo assiduo e fermo le trattative per il rinnovo del protocollo d’intesa
Orientamento Placement ALUMNI
Situazione attuale Azioni fondanti
Necessità di mantenere i livelli di qualità raggiunti Implementare ulteriormente le attività inerenti l’orientamento formativo e continuare l’impegno nelle attività dedicate a studenti/esse dei primi anni dei percorsi universitari
Ridurre il fenomeno dell’abbandono e della dispersione di studenti/esse
Creare una sinergia tra le attività di orientamento e le strategie di promozione e comunicazione dell’offerta formativa
Ampliare i contatti fra laureati/e e aziende a livello nazionale e internazionale, coinvolgendo maggiormente le lauree umanistiche
Riduzione al sostegno per le associazioni di laureati/e Rivedere i contributi alle associazioni di laureati/e
Creare un senso di appartenenza e promuovere l’associazione ALUMNI UNIUD
Necessità di un coinvolgimento attivo più ampio e delle comunità locali attraverso il progetto “UNIUD: il territorio ci racconta” Trovare ospitalità nelle sedi istituzionali delle comunità territoriali, rendendole protagoniste di una narrazione costruttiva
Mappare in modo completa i laureati/e di tutte le aree disciplinari, per distribuzione geografica e tematica
Scuola Superiore
Situazione attuale Azioni fondanti
Necessità di migliorare la visibilità della Scuola Superiore a livello locale, nazionale e internazionale e la collaborazione tra gli altri istituti di eccellenza italiani Sostenere e potenziare la Scuola Superiore con risorse adeguate
Migliorare la promozione e la visibilità della Scuola a livello regionale e nazionale
Incentivare la presenza di studenti/esse provenienti da altre regioni d’Italia
Stabilire dei contatti permanenti e una maggiore collaborazione con gli altri istituti di eccellenza dell’Università italiana
Integrazione fra UNIUD e Scuola Superiore Integrare maggiormente le attività della Scuola nella vita dell’Ateneo sia mediante un ricco programma di iniziative culturali sia con la sperimentazione didattica interdisciplinare
CLAV (Centro Linguistico e Audiovisivi)
Situazione attuale Azioni fondanti
Limitata integrazione del CLAV nella vita accademica Preservare e incentivare il CLAV nelle azioni di didattica, formazione, testing, certificazione linguistica
Offrire una maggiore collaborazione tra CLAV, Dipartimenti dell’Ateneo e amministrazione
Ripristinare un consiglio direttivo con rappresentanti interni e dei vari Dipartimenti
Cantiere Friuli
Situazione attuale Azioni fondanti
Dare continuità alla “restituzione” al territorio Interagire col territorio per creare insieme ulteriori modelli nei campi del sapere e del saper fare per rilanciare un’economia della conoscenza per il bene comune
Favorire l’accumulo autoriflessivo di buone pratiche che possano diventare una Scuola anche per altri territori
Inclusività Pari Opportunità e Sostenibilità
Situazione attuale Azioni fondanti
Benessere Promuovere una maggiore attenzione al benessere delle persone, alla qualità delle relazioni e al soddisfacimento di bisogni sociali
Creare un asilo nido per dipendenti e studenti dell'Ateneo
Scarsa attenzione al linguaggio di genere anche nelle comunicazioni istituzionali Rispetto dei generi
Individuare misure che contengano gli effetti che penalizzano le carriere femminili; prestare attenzione all’elemento tempo come risorsa immateriale; ridefinire le priorità di investimento e sviluppo in ottica di genere ragionata e consapevole, per il migliore funzionamento dell’organizzazione in ottica pienamente democratica
Sostenibilità Ridurre i consumi inquinanti, garantire la salute dell’ambiente di lavoro, salvaguardare e favorire il ripristino di aree naturali, acque, fauna e flora
Aumentare l’efficienza delle strutture edilizie, utilizzare energie rinnovabili a basso impatto, attivare politiche di risparmio energetico (ultimare l’implementazione dell’illuminazione a LED)
Migliorare i consumi per riscaldamento e aria condizionata in modo che non ci siano sprechi; supportare progetti e buone pratiche volte ad una maggiore sostenibilità ambientale
Creare le casette dell’acqua e distribuire borracce metalliche
Prevedere bonus per le gare d’appalto dei servizi di ristorazione per chi non adotta plastica monouso
Mancanza di collegamenti fra le diverse sedi a Udine Attivare in collegamento tra le sedi universitarie e verso altri luoghi logisticamente importanti con una navetta dedicata (es: stazione ferroviaria), bike-sharing o altro
Necessità di maggiore condivisione di una cultura etica e di una responsabilità verso l’università tra tutte le componenti Partecipazione ai diversi momenti di costruzione delle decisioni di rappresentanti degli studenti e/o osservatori volontari (al puro scopo di conoscere il funzionamento e diffondere la cultura universitari)